martedì 5 settembre 2017

Celebrare Mabon

Settembre è iniziato da ben 5 giorni, già trascorsi troppo velocemente per me e le temperature si sono abbassate di troppo poco. Con piacere vedo le prime foglie ingiallirsi e il vento soffiare frequentemente e più fresco, l'inizio della scuola materna è alle porte e anche il mio bimbetto non vede l'ora di tornare a giocare con i compagni di classe. Io sono in fase di cambiamento, spero in senso positivo, in diversi aspetti della mia vita, e devo dire che era proprio ora perché sebbene possa considerarmi felice, non mi piace che qualcosa resti sempre uguale troppo a lungo. L'autunno è decisamente la mia stagione preferita e Mabon di conseguenza il Sabba che amo di più e che regolarmente non riesco mai a godermi come vorrei!

Con l'arrivo di Mabon il giorno e la notte tornano in equilibrio, durando le stese ore. L'oscurità comincerà a farsi strada poco a poco e il giorno sarà sempre più breve, la natura inizia a rallentare e a prepararsi all'inverno. Mabon, così come il mese di Settembre, invita a lasciare il vecchio per il nuovo, ad allontanare qualche brutta abitudine e a cominciare un nuovo progetto. Volete smettere di fumare? Vi sarebbe sempre piaciuto imparare a ballare o a dipingere? Volete finalmente organizzarvi meglio per avere più tempo per voi o per chi amate? Questo è il momento giusto per migliorarsi. 

Festeggiare un Sabba non vuol dire limitarsi alla celebrazione dello stesso, bisogna assaporarlo, viverlo quotidianamente, in ogni piccolo gesto, prendendosi del tempo per meditare sulla trasformazione che la natura sta compiendo attorno e dentro di noi. A volte basta davvero poco, ecco qualche suggerimento!



Serata film
Gli ingredienti sono semplici: un divano, una coperta leggera, una ciotola di popcorn, un buon film e, volendo, qualcuno di piacevole con cui passare del tempo. Ormai è di passi consigliare di mettere da parte i cellulari, di smetterla di messaggiare con l'amico-cognato-collega per qualche ora ... prendetevi una sera per voi, tutto il resto può attendere qualche ora. Esiste inoltre un'alternativa al classico film, potete ascoltare della buona musica, guardare le foto e i video che avete fatto durante anno o, se siete fortunati, sedervi fuori casa e godervi la serata guardando e ascoltando la natura che vi circonda, godendovi un attimo di pace.



Qualcosa di caldo
Dopo insalate di tutti i tipi, riso, pasta, lattuga, cetriolo, carote e via dicendo, e con l'abbassarsi della temperatura, non trovo ci sia niente di più bello che mangiare o bere qualcosa di caldo. Molto caldo nel mio caso! Utilizzare le spezie: cannella, chiodi di garofano e noce moscata, giusto per fare ad esempio. Mabon è il sabba delle mele quindi non c'è niente di meglio che sfornare una meravigliosa e classica torta di mele! Potete preparare delle frittelle o utilizzarle in un piatto a base di carne. Un altro frutto tipico di Mabon è l'uva, dolce e rotonda, ideale per svariate ricette, dolci e salate. Se la giornata è particolarmente fredda potete cucinare anche qualche salutare zuppa fumante, arricchita con un paio di crostini di pane passato in forno. 



Spirito della Gratitudine
Mabon è tempo di cambiamenti ma anche di riflessioni, quale momento migliore per ringraziare gli Dei dei doni che ci sono stati fatti e delle benedizioni che ci circondano? La famiglia, gli amici, il lavoro, la salute ma anche le cose piccole come il caffè alla mattina, un buon libro, un sorriso o la nonna che vi chiama per sapere come state! Raccogliete un ramo secco e ramificato, di circa mezzo metro e piantatelo al centro di un vasetto pieno di terra o di sassi. Potete prenderne anche più di uno ovviamente! Fate un elenco delle cose di cui siete grati e scrivete ogni punto su una striscia di carta, potete anche dargli la forma di una foglia. Quindi attaccate ogni striscia di carta al ramo, addobbandolo fino a farlo sembrare un albero pieno di foglie. Potete decorarlo anche con nastri, campanelle e immagini piacevoli, così come strisce di carta con buoni propositi e vizi che volete 
abbandonare.



Via alle decorazioni!
Circondatevi di tutto ciò che vi ricorda l'autunno. Se avete dei bambini saranno felicissimi di aiutarvi a portare a casa foglie secche, pigne, legnetti e ghiande. Tirate fuori le candele che avete riposto durante la stagione calda e, ora che le giornate si accorciano, rendete voi stessi l'atmosfera a casa calda e accogliente. Potete mettere tutto in una grossa ciotola al centro del tavolo o su una mensola oppure dedicarvi a qualcosa di più complesso come una ghirlanda, se avete buona manualità. I colori di questo Sabba sono il rosso, l'arancio, il marrone, il giallo e il viola.



Fonti: gretchenmiller.wordpress.com per l'albero di gratitudine

giovedì 31 agosto 2017

Sacchetto di protezione per l'auto

Qualche tempo fa ho dovuto mio malgrado cambiare la macchina. Devo ammettere che l'auto precedente non mi è mai andata a genio, l'ho comprata più che altro per necessità e comodità lavorativa ma non l'ho mai sentita davvero mia. Nonostante fosse nuova, a km 0, ha cominciato a cadere a pezzi dopo pochi mesi, letteralmente, prima le luci, poi l'impianto elettrico, l'acqua che entrava quando pioveva, la tappezzeria e via dicendo. Così quando anche il motore ormai mi ha abbandonato sono stata costretta a cambiare auto. Sono tornata a scegliere un usato ma molto più vicino all'idea di macchina che ho, molto più bella, comoda, meno dispendiosa e utile per la mia famiglia. Qualche piccolo difettuccio di poco conto, come un paio di gomme troppo lisce. Ad ogni modo mi ero ripromessa di creare una protezione magica per la macchina nuova, giusto il tempo di farmi un'idea di cosa poter utilizzare che ... buco una ruota! Un bel chiodo proprio in una di quelle gomme che dovevo cambiare. L'ho interpretato come un messaggio del destino: "Fai pure la tua magia, ma perché possa funzionare davvero queste gomme le devi proprio sostituire!". Ho colto il messaggio e in un momento di tranquillità ho messo in atto la mia arte da Strega! Ho realizzato un semplice sacchettino con gli ingredienti che scriverò qui sotto, utilizzando ciò che avevo a disposizione, ho utilizzando una formula ispirata dal momento, invocando la protezione di Sleipnir che ho disegnato assieme ad alcune rune su un sacchetto grigio, più altre rune di protezione durante i viaggi sul retro. Ho fatto tutto durante lo scorso plenilunio, ho lasciato poi il sacchetto confezionato sul balcone durante la notte per poi appenderlo allo specchietto della macchia dell'auto. 


Calendola - Il fiore di calendola è legato al fuoco e al sole, dona gioia e serenità anche solo a guardarlo, appese all'interno di un'abitazione o, come in questo caso, di una macchina, allontanano le negatività e fermano il male. In questo caso è stata utilizzata perché può dare una mano in caso di dispute e questioni legali. 
Edera - L'edera, tanto amata da Bacco, protegge dalle negatività e dai disastri in generale, tiene lontani gli spiriti maligni. L'edera preserva dai cattivi incontri e in questo caso anche dagli incidenti.
Menta piperita - Il suo profumo mantiene la mente vigile e attenta, ottima cosa in caso di guida! Inoltre allontana le negatività e il male, rafforzando le energie delle altre erbe.
Muschio irlandese - Attira la fortuna in generale, portato con sè assicura la protezione e la sicurezza durante i viaggi e gli spostamenti. 
Sale - Indispensabile in magia per collegarsi alla Terra e andare sul sicuro. Come gli altri ingredienti del sacchetto, allontana tutto ciò che è pericoloso e negativo, inoltre focalizza le energie e l'attenzione, centrando il guidatore a Terra. Inoltre dona anche un pizzico di fortuna che non guasta mai! 
Sleipnir - E' il magico cavallo di Odino, dal manto grigio e dotato di otto poderose zampe. E' veloce ed è in grado di cavalcare cielo e acque, per tutti i nove mondi ed oltre! Ho invocato la potenza e la protezione di Sleipnir per far scivolare sull'asfalto il mio "cavallo", in totale sicurezza.

sabato 1 aprile 2017

Amicizia, ortiche e tarassaco

Ieri pomeriggio ho passato un piacevole pomeriggio in un parco alla periferia della mia città assieme a una carissima amica, compagna d'arte, Skayler. Il parco è poco frequentato, abbiamo chiacchierato passeggiando al sole e salutato cani e cavalli della zona. Ho aiutato Skayler nella realizzazione di un breve video che potrebbe essere utile per un suo futuro progetto, più semplice dirlo che farlo in effetti! Ma spero che in futuro possa essere online sul suo canale Youtube! Al parco, con il suo aiuto, ho raccolto diversi fiori di tarassaco, boccioli e giovani foglioline oltre a qualche ortica. Era da molto tempo che volevo testare qualche interessante ricetta.


Sciroppo di Tarassaco
Questa ricetta l'ho scoperta proprio grazie a Skayler, ne parla QUI, in questo video di qualche anno fa, ho trovato anche una seconda ricetta su un sito internet, Trattoria da Martina, potete trovare il link QUI. Ho seguito per lo più questa ricetta, sono fatte pressappoco allo stesso modo, ma ho variato leggermente la concentrazione degli ingredienti, raddoppiando le dosi ma diminuendo lo zucchero. Questo sciroppo ricorda moltissimo il miele ed è ottimo per la tosse e il mal di gola.

250 grammi di fiori di tarassaco
un limone non trattato
un kg di zucchero
un litro d'acqua

Ho raccolto i fiori staccandoli velocemente con le dita, erano moltissimi quindi non c'è voluto molto tempo per riempire un sacchetto di carta, di quelli che utilizzano i panettieri. Ho utilizzato il fiore intero, senza eliminare la parte verde, e in totale ho raggiunto quasi mezzo kg! Li ho lavati molto velocemente mettendoli dentro a una grossa ciotola di vetro, per eliminare la terra e insetti vari (tutti salvati e liberati sul balcone tra le mie pianticelle). E' normale che l'acqua diventi leggermente giallina. Ne ho utilizzati solo metà, il resto è stato messo un po' ad asciugare e poi congelato, nella speranza magari di poterli utilizzare per fare realizzare piatto di alta cucina!


Dopo ho messo i fiori in una pentola capiente con un litro d'acqua e il limone tagliato in quattro pezzi. Il tutto deve cuocere per una decina di minuti a fuoco vivace, girando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Si sentiva già un buon profumo!


Trascorsi dieci minuti ho tolto la pentola dal fuoco e ho eliminato il limone. Ho preparato a parte una ciotola con un colino e un fazzoletto, serve qualcosa per raccogliere i fiori e filtrare l'acqua che ancora trattengono.


Ho versato l'acqua nel colino e quindi i fiori. Il problema è stato strizzare i fiori nel fazzoletto dato che erano davvero molto caldi! Ho usato un guanto di gomma, di quelli per lavare i piatti, spremendoli poco a poco. Questo è il risultato!


Ho messo il liquido ottenuto nella pentola che avevo usato prima, ben pulita, e ho aggiunto lo zucchero, un kg, prima di rimettere tutto sul fuoco. Bisogna mescolare bene in modo da sciogliere tutto lo zucchero. Inizialmente si può utilizzare una fiamma vivace ma man mano che lo sciroppo si addensa, è meglio abbassarla al minimo perché tende a gonfiare e a fare una bella schiuma! Mentre aspettate, sterilizzate i barattoli che utilizzerete: in una grossa pentola piena d'acqua immergete i contenitori completamente e portate a bollore. Toglieteli poi dall'acqua e lasciateli asciugare capovolti su uno strofinaccio pulito.

Il composto deve cuocere un'ora, un'ora e mezza, finché raggiunge la consistenza che più vi piace. Considerate che lo sciroppo, quando è caldo, è più liquido di quando è freddo. Provare a metterne un cucchiaino su un piattino, lasciate che raffreddi per testarne la consistenza. Io ho optato per qualcosa di leggermente più morbido del classico miele. Ho versato lo sciroppo caldo in un grosso barattolo di vetro, l'ho chiuso bene e l'ho capovolto. Ecco il risultato! Più fiori usati e più diventa scuro.



Boccioli sottolio
Altra ricetta semplicissima questa volta fatta con i boccioli del tarassaco, un po' più difficili da individuare tra i centinaia di fiorelloni gialli! Attenzione a prendere i boccioni, cioè i fiori ancora che si devono schiudere e non i fiori che ormai sono sfioriti e chiusi, pronti a diventare soffioni. Quello che viene fuori può essere simile ai capperi. Una volta racconti i boccioli, ho tolto con un po' di pazienza le foglioline che sono alla base.


Lavate velocemente i boccioli in una ciotola d'acqua quindi buttateli in acqua bollente per qualche minuto. Una volta scolati, li ho fatti saltare in una padellina con un filo d'olio e un pizzico di sale, quindi li ho messi dentro a un barattolo a chiusura ermetica e ho aggiunto dell'olio. Possono essere conservati anche sotto aceto e sotto sale. Possono essere utilizzati per arricchire le insalate, per decorare qualche antipasto o accompagnandoli con salumi o formaggi. Da testare! Sappiate che i fiori, sia per questa ricetta che per quella precedente, non hanno alcuna traccia di amaro, a differenza di foglie e radici. Sono estremamente delicati! 


Avevo raccolto anche qualche giovane fogliolina che ho fatto bollire in pochi minuti, ho mangiato il tutto in insalata e il sapore è ottimo, appena appena amaro, il giusto per dare sapore. La prossima volta raccoglierò certamente più foglie!


Risotto alle ortiche
Ricetta classica che avevo già testato diversi anni fa con mia nonna. Le ortiche sono una delle mie piante preferite, sarà che da piccola ci sono cascata dentro diverse volte! E' una pianta tanto urticante da fresca, quanto delicata da cotta. Oltre ad avere una lunga storia alle spalle, è ricca di vitamine e sali minerali. Non bisogna mangiarne i semi ma è per fare questo bisognerebbe raccogliere la pianta dopo la fioritura quando è ormai molto grande e coriacea. Raccogliere le ortiche quando sono ancora piccole e tenere, facendo attenzione a non pungervi ovviamente!


Per prima cosa ho eliminato i gambi che sono decisamente più duri rispetto al resto della pianta, aiutandomi con dei guanti di gomma spessi per evitare di pungermi. Ho tritato poi le ortiche in un mixer in modo grossolano, ovviamente è possibile anche farlo a mano ... ma non garantisco sul suo stato urticante! 


Quindi ho realizzato un semplice risotto: ho soffritto dello scalogno tritato in un po' di olio, ho fatto tostare il riso un minuto e poi ho aggiunto mezzo bicchiere di vino nero. Ho aggiunto poi un po' di brodo vegetale e le ortiche tritate, facendo cuocere il tutto e allungando con il brodo man mano che evaporava. Questa è la procedura che utilizzo di solito, giusta o sbagliata che sia! Il vino lo aggiungo praticamente sempre, per lo più vino rosso, in onore di mio nonno che metteva il vino pure nelle fragole! Quindi il colorito dei miei risotti, comunque molto buoni, non è dei migliori!! 


Conclusa la cottura ho aggiunto un po' di pepe, un pizzico di cumino in polvere e ho mantecato il risotto con del parmigiano che ha reso il piatto un po' più deciso, oltre ad aver aggiustato il sale. Come ho già scritto, l'ortica è estremamente delicata quindi potete abbondare con la pianta senza preoccuparvi.


Buon appetito!

lunedì 20 marzo 2017

Ostara

Lodo Ostara, Dea dell'aurora,
aumenta il potere da oriente, ci hai benedetto!
Lodo Ostara, Dea dei fertili campi,
con la vittoria e la fertile fortuna ci nutriamo.
Lodo Ostara, Dea dei nuovi inizi,
con forza e resistenza lei ci fortifica.
Lascia splendere la tua luce su di noi, sacra Dea.
Rendi le nostre parole e le nostre azioni valide ai tuoi occhi.
Riforniscici ogni giorno della tua luce.
Noi ti salutiamo, Dea compassionevole dell'Alba!
Salutiamo Voi, Ostara, da cui la primavera prende nome.
Per favore, rendici fecondi!
(Galina Krasskova)


Divinità germanica legata a vari aspetti quali la primavera, la vita e la rinascita, l'abbondanza, la fecondità e la speranza. Citata solo una volta nei testi da Beda nel "De temporum ratione", la sua presenza è tanto importante e significativa che ispirandosi al nome di questa Dea, viene coniato il termine usato per definire l'equinozio di Primavera, chiamato dai popoli germanici prima "Eostur-Monath" e successivamente "Ostara". Dal nome della dea deriva il termine "Oster" cioè pasqua in tedesco, come anche l'anglosassone "Easter", che indica sia la pasqua che la primavera. Il suo nome deriva dai termini quali est, brillare, alba e per questo viene considerata da molti la Dea dell'Aurora, splendente figlia del cielo. A lungo si è dibattuto tra gli studiosi tra l'esistenza storica di questa Dea, per alcuni un'invenzione di Beda. Ostara, o Eostre, ha diverse caratteristiche in comune con la Dea Freya: la fecondità, l'amore e il piacere, la magnificenza, la magia della rinascita; alcuni studiosi trovano anche similitudini tra i gatti di Freya e le lepri di Ostara, entrambi considerati famigli delle streghe.


Ad ogni modo, l'equinozio di primavera non può che essere il momento migliore per rinascere e rinfrescare molti aspetti della nostra vita. Molti scelgono di dare una pulita alla casa da cima a fondo, fanno il cambio dei vestiti nell'armadio tenendo comunque a portata di mano qualche caldo maglione per le sere più fresche! Vestitevi di colori, passeggiate all'aria aperta e godetevi i caldi raggi del sole, osservate i primi germogli spuntare e i primi fiori, lasciatevi accarezzare da una pioggia di petali di fiori di ciliegio, comprate dei fiori per la vostra casa e organizzare un pasto leggero e veloce, magari un pic nic, da condividere con gli amici. Godetevi la primavera!

venerdì 25 novembre 2016

Oya



Nomi: Yansa, Olla, Aido-Wedo, Madre del caos
Giorno: venerdì, 4 dicembre, 2 febbraio
Colori: tutti tranne il nero
Numero: 9 ma anche i suoi multipli, 19, 29, 39, 49, 99
Simboli: rame, spada, perle rosse, arancioni o marroni, corna di bufalo, squame di locusta

In Nigeria, Oya, potente e misteriosa Dea degli Yoruba, governa il vento, il terremoto, il tornado, il fulmine e i fenomeni naturali intensi ed impetuosi, patrona del fiume Niger e i suoi nove figli sono i nove affluenti del fiume. Oya, precedentemente sposata con Ogun, dio della guerra, del fuoco, della caccia e del ferro, ha il compito di inviare questi venti al fine di annunciare agli umani l'approssimarsi del suo sposo Shango, dio del tuono. La coppia risiede in un palazzo di rame situato in cielo e da qui osservano la popolazione degli Yoruba: chiunque commetta azioni sgradite è destinato a ricevre la loro visita sotto forma di incendi, nubifragi, saette e fiumi che straripano. 

Un giorno Shango, prima di andare in battaglia, preparò la pozione che ha il potere di fargli sputare fuoco dalla bocca e dal naso. Oyà, che io spiava da dietro la porta, non appena fu sola uscì dal suo nascondiglio e bevve quanto era rimasto della magica bevanda. Subito anche dal suo naso e dalla sua bocca uscirono lingue dì fuoco. Quando, al suo ritorno a casa, Shango vide che la moglie aveva gli stessi suoi poteri andò su tutte le furie. Chiese una spiegazione, ma ormai era troppo tardi: da quel momento, anche Oya governava il fuoco. Non a caso, la santeria la identifica anche con Nostra Signora de la Candelaria, che in spagnolo significa «conflagrazione». 
Oyà è una orisha guerriera e ha un comportamento molto aggressivo, che la porta talora a ingaggiare feroci battaglie con Shango di cui non apprezza l'eccessivo interesse per le donne. Ma poiché la loro potenza si equivale, i loro scontri di solito non hanno esito. La sola cosa che suscita i timori di Shango è un teschio umano, che Oyà si affretta a mostrargli quando vuole spaventarlo. E Shango, d'altra parte, le rende la pariglia mostrandole una testa di ariete, uno dei suoi attributi che ha il potere di terrorizzare la consorte e di ridurla in soggezione. 

Viene definita Madre del Caos, in quanto propiziatrice di cambiamenti e spesso di devastazioni, forse per questa ragione è considerata signora di quel fuoco, che spesso tiene in mano nelle sue rappresentazioni. Inoltre è anche dea guerriera, patrona dell'abilità femminile di governare, e accompagna i defunti nel regno dei morti, è quindi anche una Dea che aiuta la comunicazione con chi è passato oltre, con la chiaroveggenza, capacità psichiche, intuizione e rinascita. E' una Dea che esige il massimo rispetto, apprezzata per il suo linguaggio ammaliante ma profondo, per questo motivo le donne Yoruba si rivolgono a Oya affinchè suggerisca loro le parole necessarie per il superamento di situazioni difficili. 

Spesso non riusciamo a dire le cose che vorremmo nel momento giusto, rimuginangoci poi a lungo dopo, le parole che potrebbero essere decisive per noi si rifiutano di uscire dalle nostre labbra oppure non riusciamo a pronunciarle a causa di timori e insicurezze che ci assalgono. Oya viene spesso invocata dalle donne che sono afflitte da questo problema, il suo dono dell'eloquenza può contribuire a farci parlare con disinvoltura e cognizione di causa, consentendoci di padroneggiare qualunque situazione. 


In Nigeria i templi in onore della Dea sono allestiti in ogni angolo della casa, laddove gli altari vengono plasmati con il terriccio: un vaso coperto di argilla funge da colonna portante, amuleti e oggetti magici sono disposti attorno al vaso, corone di rame che simboleggiano il palazzo dove Oya vive con il consorte, una spada per rappresentare la sua capacità di formulare un eloquio incisivo, strati di perle di vetro rosso, arancione o marrone, corna di bufalo e squame di locusta sono altri simboli di Oya. Potete fare lo stesso, creare un altare utilizzando gli occetti citati o cose che rappresentano per voi l'eloquenza e la voce, una raffigurazione della Dea, offritele piattini del cibo che predilige: melanzane e akara, torte a base di fagioli. Riflettere sul modo in cui un'altra persona affronterebbe le nostre situazioni spinose potrebbe essere un valido sistema per osservarle con altri occhi. Mentre create il tempio per Oya, ripensate alle circostanze in cui vi siete quasi sentite incapaci di parlare o in soggezione. Se vosse state dee, cosa avreste detto? Potete per l'occasione scegliere una collana da dedicare a Oya, meglio se di perle rosse, marroni o arancioni, da indossare nelle occasioni in cui dovete affrontare situazioni spinose o parlare in situazioni o con persone che vi possono agitare o intimorire. 

Fonti:
La Dea Interiore - Kris Waldherr
Wikipedia.org


NB: Queste considerazioni sono nate dopo una costruttiva discussione avuta con una ragazza su un social network. Le schede schede che creo per questo progetto nascono da una breve ricerca fatta attingendo alle fonti a me disponibili, e purtroppo a volte possono risultare superficiali e errate in alcuni punti. Considerate queste schede come una breve "introduzione" alla Dea, siete invitate, se interessate, a fare ricerche e ad approfondire quanto più possibile la vostra conoscenza sulla Dea in questione. Tornando alla discussione avuta su Oya, ella è un Orixas, la tradizione a cui è legata, la condomblé, così come la santeria, è molto complessa lo stesso vale per il rapporto che si ha con i vari Orixas. Ogni strumento degli Orixàs é sacro e ha una funzione ben specifica, le offerte fatte con cognizione di causa implicherebbe cucinare dentro un Ilé, non certo dentro casa propria, e non tutto ovviamente va bene, secondo tradizione. Le melanzane qui citate possono essere offerte specificamente per un lavoro specifico. Una volta detto questo, siete liberi di scegliere se lavorare o meno con questa Dea (o emanazione di Olorun), sapendo che c'è molto molto altro dietro e che magari potreste anche compiere gesti non graditi. Lo stesso vale per le altre correnti religiose, romane, celtiche, greche e quant'altro. Io credo che se le cose vengono fatte con sincerità e umiltà, con massima cura e attenzione, si possono commettere anche errori e la Divinità potrà passarci sopra e magari farvi notare in qualche modo i vostri errori.

sabato 19 novembre 2016

Lakshmi


Nomi: Laksmi, Laxmi, Bhargavi
Colori: oro, rosso
Animali: elefante, gufo
Periodo: giorno dopo plenilunio, ottobre e novembre
simboli: loto, monete d'oro

Lakshmi, dea indiana della fortuna, offre a tutti la promessa di una vita felice, bella e prospera, in quanto manifestazione celeste di ogni forma di benessere, è forse la più idolatrata tra le Dee e gli Dei dell'India. Secondo la mitologia indiana, Lakshmi è nata dal grande Oceano di Latte, figlia del mare e sorella della luna; mentre affiorava dagli abissi, seduta su un fiore di loto come un trono, un gruppo di elefanti la innaffiava con dell'acqua versata da recipienti d'oro.  L'Oceano ha adornato la Dea con una ghirlanda di fiori di loto sempre freschi, monili sfavillanti come astri avvolti attorno al collo e braccia leggermente paffute! Tale era la bellezza della Dea che chiunque la guardasse provava immediatamente un'infinita felicità. 

Come molte altre divinità indiane, questa Dea è conosciuta anche con altri nomi: Narayani, o sposa di Visnu; Shri, usato anche come termine onorifico per le divinità ma che è soprattutto suo attributo, che vuol dire luce, luminoda; Vidya o conoscenza; Dharidranashini o distruttrice della povertà; Dharidradvamshini o che combatte la povertà. Altri nomi sono strettamente legati al loto, "padma" in sanscrito, tra cui Padmapriya amante del loto, Padmamaladhara devi dea con la ghirlanda di loto, Padmamukhim dal volto di loto, Padmakshi dagli occhi belli come un loto, Padmahastam che regge un loto, Padmasundari affascinante come un loto. 


Lakshmi è la sposa di Vishnu, il Conquistatore delle Tenebre, e madre di Kama, considerato il dio dell'amore passionale. Questa triade rappresenta la dorasta promessa del benessere che il mondo ci può elargire, con la benedizione degli Dei. La donna sposata, in India, è vista come un'incarnazione della Dea Lakshmi, i mariti sono invitati a vedere nelle loro mogli la loro Lakshmi e molte immagini rappresentano la Dea in coppia con Narayana, vicini, abbracciati, Lakshmi sulle ginocchia di Vishnu o con la Dea che accudisce il marito massaggiandogli i piedi.  La donna, la moglie, è la ricchezza della famiglia, la sua prosperità, l'origine della sua stabilità e della sua felicità. Le donne al momento del matrimonio indossano un sari con i colori oro e rosso e i gioelli d'oro, sono l'ornamento di tutte le donne.  A differenza dalla nostra cultura, dove il cristianesimo guarda con disapprovazione ogni ornamento femminile, giudicato vanità, in quella indiana è naturale che le donne, anche in ambienti spirituali, religiosi o addirittura monacali, siano attente alla loro bellezza. Nelle immagini Lakshmi è rappresentata sempre adornata da molti gioielli, abbellita con fiori di loro. La donna che ha cura di sè, del proprio corpo e dei propri ornamenti è ben vista. Un detto indiano recita: 

Come una donna abbellisce la sua casa
così abbellisca il suo corpo
e gli dei la benediranno con la prosperità

Il suo culto si svolge prevalentemente attraverso cerimonie casalinghe, dove si prega accanto alla sua puja, l'altare, offrendo doni e denari ai piedi della sua immagine. In particolare nella notte che segue la luna piena, dusshera durga puja, si ritiene che la dea faccia visita alle case portando i suoi doni di ricchezza. La Dea si dice visiti le case tenute pulite e in ordine, abitate da persone che lavorano e si danno da fare, evitando invece le abitazioni sporche e trascurate e le persone pigre.  È inoltre dea anche della purezza e della santità, oltre che del Brahma-vidya, la conoscenza divina; è a lei che ci si rivolge per chiedere felicità in famiglia, amici, matrimonio, bambini, cibo e ricchezza, bellezza e salute.

Come Dea della ricchezza ha otto aspetti:
Adi Lakshmi - abbondanza di salute
Dhanya Lakshmi - abbondanza di cibo
Dhairya Lakshmi - abbondanza di coraggio
Gaja Lakshmi- elefanti, simbolo di ricchezza
Santana Lakshmi - abbondanza di progenie
Vijaya Lakshmi - abbondanza di vittorie
Vidya Lakshmi - abbondanza di conoscenza
Dhana Lakshmi - abbondanza di denaro


Diwali, chiamata anche Dipavali o Deepawali, è una delle più importanti feste indiane e si festeggia nel mese di ottobre o novembre. Simboleggia la vittoria del bene sul male ed è chiamata "festa delle luci", durante la festa si usa infatti accendere delle luci, delle candele o delle lampade tradizionali chiamate diya. In molte aree dell'India i festeggiamenti prevedono spettacoli pirotecnici. In questa festa si onorano i poteri di Lakshmi forieri di prosperità, le dimore vengono tirate a lucido, le luci vengono poste su tavoli, davanzali, mensole per catturare lo sguardo della Dea. Poichè ama gli oggetti sfavillanti, è lecito credere che più l'abitazione sarà scintillante, maggiori saranno le probabilità che ella vi acceda con i suoi buoni auspici. Non è l'unica Dea che ama questo genere di cose, praticamente tutte le Dee legate al focolare, al concetto di famiglia e di casa, amano l'ordine e la pulizia, ma anche il calore che si può creare in un ambiente personalizzandolo con amore. 


Per esortare Lakshmi a visitare la vostra casa, acquistate una candela verde, colore che simboleggia la fertilità e il benessere. Incidete il vostro nome sulla candela con un ago da ricamo o uno stuzzicadenti e ponetela su un ripiano che sia lontano da interferenze, folate d'aria e oggetti infiammabili, quindi magari non sul davanzale di una finestra con tende sventolanti. Scegliete un olio profumato, floreale e ungete la candela partendo dalle estremità verso il centro, concentrandovi su ciò che volete attirare nella vostra vita. circondate la candela di oggetti sfavillanti e luccicanti: perle di vetro, monete di rame o dorate, fiori di loto. Ora il lavoro più difficile: tirate la casa a lucido ma anche voi stesse! Organizzatevi e preparate tutto con calma, l'ideale è far combaciare l'avvio del rito con un giorno di luna piena o almeno di luna crescente. Una volta sistemata la casa, fate un bel bagno, profumatevi, truccatevi, vestitevi bene e indossate dei gioielli. Accendete la candela, cercate di non formulare dei preconcetti sull'aspetto che la Dea farà assumere alla vostra prosperità, vi basti sapere che giungerà dal luogo più adatto e avrà le sembianze di ciò che vi occorre. Fate bruciare la candela poco per volta, giorno dopo giorno, accendendola sempre alla stessa ora, possibilmente per 8 giorni in totale. Una volta consumata, la Dea dovrebbe aver già rivolto un sorriso benevolo sulla vostra vita. 


Fonti:
La Dea Interiore - Kris Waldherr
Wikipedia.org

giovedì 10 novembre 2016

Gna



Colori: chiari e forti, giallo, arancio, verde, blu
Simboli: lettera
Animali: cavallo, uccelli
Elemento: aria, acqua

Veloce Dea Gna,
forte d'intento,
ti saluto.
Messaggera divina,
con facilità ti sposti tra i Mondi,
ti lodo mentre conduci il tuo destriero
attraverso il ponte Bifrost, 
mai vacillante, senza mai esitare,
sempre veloce e sicura.
Nessun ostacolo sbarra la strada.
Nessun nemico è in grado di avvicinarsi.
Vorrei essere come te:
sicura di me, nel mio intento,
inflessibile e coraggiosa nel mio viaggio verso l'ignoto.
Salute a te, Gna!

Gna è definita da Snorri come la quattordicesima Dea tra gli Asi, ancella della dea norrena Frigg, emissaria a cavallo in giro per i nove mondi per occuparsi delle sue faccende e trasmettere i suoi messaggi. Alcuni scrittori del XIX secolo, che hanno voluto vedere tutte le vecchie divinità come simboli della natura, considerando così Gna come una personificazione della brezza inviata da Frigg, la dea del cielo, per portare bel tempo nel mondo di Midgard, dove vivono gli uomini. Si può comparare in questo caso Gna alla personificazione della Rumor della mitologia classica, come messaggero divino inviato attraverso l'aria ad ascoltare tutto ciò che accade nel mondo per riportare agli dei, che hanno bisogno di sapere tutto, notizie sempre fresche. E' l'equivalente latino di Fama, personificazione della voce pubblica, la si immaginava come un mostro alato gigantesco capace di spostarsi con grande velocità, coperto di piume sotto le quali si aprivano tantissimi occhi per vedere; per ascoltare, usava un numero iperbolico di orecchie e diffondeva le voci facendo risuonare infinite bocche nelle quali si agitavano altrettante lingue. Tornando alla mitologia norrena, l'associazione con i corvi di Odino, Huginn e Mininn, è immediata, i due uccelli partono all'alba, viavviano per i nove mondi portando al Dio notizie e informazioni la sera stessa, così fa la stessa Dea Gna ma per Frigg, la Madre di tutti gli Dei e moglie di Odino.

Gnà possiede un destriero capace di cavalcare nell'aria e nell'acqua, così come possono fare tutti i cavalli delle valchirie, di nome Hòfvarpnir, letteralmente "colui che scaglia, o scalcia, con gli zoccoli", generato da Hamskerpir, "fianchi larghi" o "cute rugosa", con Garðrofa, "labbro superiore assai peloso" destriero di Sigurdr, detto figlio di Sleipnir e sul cui petto sono incise le rune. Questo stretto legame con il proprio destriero e il potere di viaggiare tra i mondi con facilità, donando alla Dea diverse caratteristiche sciamaniche. In una storia associata a Gna (Gylfaginning, cap. 35), si narra di un giorno in cui la Dea sta cavalcando attraverso i mondi, alcuni dei Vani vedono lei nel cielo e uno di loro esclama: "Chi vola in alto?Cos'è che corre e in aria sfreccia?" Risponde Gna: "Non volo in alto sebbene corra e in aria sfrecci su Hófvarpnir  che Hamskerpir ebbe con Garðrofa." Questo dimostra che i viaggi della Dea si spingono anche in altri mondi, in questo caso nel mondo dei Vani, Vanaheim. Gna non viene riconosciuta forse perchè volava troppo in alto o perchè i Vani non erano bene a conoscenza di tutti gli Dei e le Dee tra gli Asi, un'altra affascinante possibilità è che Gna sia un mutaforma e non appariva nel suo usuale aspetto, avvicinandola maggiormente alla figura della sciamana. Gna è dotata anche di una certa ironia, oltre che essere particolarmente legata al proprio destriero, lo si deduce dalla risposta che lei stessa da ai Vani citando il lignaggio del proprio cavallo invece che il suo!

Etimologicamente il suo nome è collegato a parole che esprimono un concetto di abbondanza ma anche di altezza, torreggiare. Si può immaginare Gna come una Dea dall'aspetto molto giovane, capelli scuri, fisico minuto ma sempre in costante movimento, allegra, sorridente e innarrestabile, allo stesso tempo precisa, celere e solenne nel svolgere le mansioni che le sono state affidate da Frigg. A differenza delle altre ancelle della Dea, ella non è dolce, tranquilla, sensibile o di conforto, trasmette invece una sensazione selvaggia, di gioia e di ilarità, è una forza potente e inarrestabile e, quando non è occupata in faccende affidate dagli Dei, circola libera, senza convenzioni o decoro. Gna è una delle rappresentazioni più oscure di Frigg, la rappresentazione del suo lato magico, potente, strano, selvaggio e imprevedibile della Regina del Cielo. E' un eccellente aiuto per superare gli ostacoli e per procedere con i progetti della propria vita, può anche contribuire a comunicare meglio con i vari aspetti della propria esistenza, con la stessa Dea Grigg, e si può richiedere il suo aiuto in tutti quei problemi che hanno bisogno di una rapida soluzione. Le persone che per lavoro si occupano di conmunicazione e che viaggiano, possono richiedere la sua protezione. Per lavorare con lei è necessario essere istintivi, si possono usare strumenti a percussione che inducono lo stato di trance e favoriscono i viaggi sciamanici, così come i canti e le danze sfrenate. Allestite un piccolo altare per Gna aggiungendo la rappresentazione di un cavallo o qualcunque cosa che vi rvochi in voi il tema del viaggio. Scrivete una lettera aperta agli Dei o alla stessa Dea Frigg, lasciate che sia il vostro cuore a parlare dell'amore che provate per i doni che ogni giorno ci vengono concessi, degli ostacoli che ci ritroviamo ad affrontare, delle cose che ci preoccupano e quello che vorremmo di più nella nostra vita. Mettete la lettera in una busta e sigillatela, scrivendo destinatario e mittente come in una comune lettera. Volendo potete applicare anche un francobollo! Ma non vi scordate di lasciare anche una piccola offerta a Gna per il lavoro che andrà a svolgere. Potete usare questa invocazione per richiamare l'attenzione della Dea: 

"Gna, viaggiatrice veloce
messaggera di Frigg,
cavallerizza di Hofvarpnir.

Voi che salite attraverso le alte torri del cielo,
Voi che attraversate con velocità correnti scure del mare,
Voi che siete gli occhi e le orecchie del cielo,
la voce della Dea.

Rumore di risate, luce di un ramo,
più veloce della luce o del pensiero.

Voi portate il seme al grembo materno,
la parola al cuore,
il saluto degli antenati e il tripudio di voci.

Vieni da noi, selvaggia,
diffondi fama e fantasia,
trasmettici il mistero e la connessione
Trasporta la nostra mente e il nostro cuore

Gna, messengera, vieni!"

Fonti:
I Miti Nordici - G. Chiesa Isnardi
Exploring the Northern Tradition
Norse Goddess Magic - Alice Karlsdóttir