lunedì 10 agosto 2020

Notte di Stelle Cadenti

 


Nel mese di Agosto il Sole entra nella sua sede, il regno del Leone. E' il tempo della Canicola, cosiddetta perchè in passato la stella più luminosa del nostro firmamento, Sirio della costellazione del Cane Maggiore, si leva col Sole verso il 24 luglio, segnalando l'inizio del periodo più torrido dell'anno. Oggi, a causa della precessione degli equinozi, si leva col Sole a Settembre e comincia ad apparire a Ottobre, dopo la mezzanotte, per poi anticipare ogni mese che passa la sua levata di circa due ore. Nell'antichità Sirio, la Sothis greca e Septet egizia, era considerata come Venere del Mattino (con frequenti confusioni con il paneta), la stella che accompagna la barca di Ra, stella del mattino, guida dell'uomo, iniziatrice di un'era, stella imperitura, stella infaticabile. Il levare eliaco di Sothis determinava l'inizio del nuovo anno del calendario sacro egizio e preannunciava l'arrivo delle piene fecondatrici del Nilo.

Il primo agosto cade la festa celtica di Lughnassad in nome del trionfante dio della luce e della resurrezione, Lug. Si ipotizza che tale celebrazione abbia amplificato l'importanza della festa di San Lorenzo, il 10 agosto, quando trionfano nella notte le stelle cadenti, frammenti incandescenti del cielo, quasi questo inviasse il suo fuoco divino. 
I proverbi attribuiscono il fenomeno alla leggenda del Santo bruciato sui carboni ardenti: "San Lorenzo dei martiri inozenti, casca dal ciel carboni ardenti". In realtà il Santo fu decapitato perchè si era rifiutato di consegnare i tesori della Chiesa che gli erano stati affidati, piuttosto che farli cadere nelle mani dell'imperatore li aveva venduti distribuendo il ricavato ai poveri. Poi, radunati i poveri, i ciechi, gli storpi e i malati di Roma, li aveva presentati al prefetto dell'Urge dicendo "Ecco i tesori eterni che non diminuiscono mai e fruttano sempre, sparsi in tutto e dappertutto". La leggenda narra di un Santo ricco di ironia che, steso sul letto di ferro incandescente, si lasciò bruciare esclamando a un certo punto "Ecco, hai arrostito per te una parte, rivolta l'altra e mangia".

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