lunedì 31 agosto 2020

Sàga - La nona luna

Sulla Luna dell'Albero di Nocciolo,
carne di bardi e scaldi,
invoco Saga la storica.
Signora che custodisce il tesoro delle parole
un concentrarsi di canti a più voci,
aiutami a trovare, tra la tua generosità,
l'ispirazione di cui ho bisogno per andare avanti,
la frase giusta che risuonerà nella mia mente.
Porta un sorriso alle labbra, e la risoluzione
per i miei passi incerti, lungo questo mio cammino.


Sága è nominata da Snorri come la seconda delle dee Aesir, vive in una grande dimora chiamata Søkkvabekkr, “banca sommersa” o “banca del tesoro”. Nel Grímnismál tale dimora viene citata come quarta sala di Asgard: circondata da onde fresche, “là Odino e Sága bevono tutti i giorni, lieti, in coppe d'oro”. Il gesto di condividere le vivande con Odino, il padre degli Dei, è un gesto che indica intimità e confidenza, tipica tra due sposi. Essendo essa una dea minore, spesso è stata associata e sovrapposta a Frigg, Dea del Focolare, sposa di Odino; questa sovrapposizione nasce dal fatto che il nome di questa Dea ricorda la capacità di Frigg di conoscere ogni cosa del passato e del futuro, senza però mai rivelarlo. Odino, nella funzione di poeta e donatore d’ispirazione divina, rappresenta tutti gli scrittori e i poeti che devono attingere alle leggende primordiali e all'anima collettiva della loro gente, del loro popolo, per trarre ispirazione. 

Il suo nome proviene dalla parola norvegese sja che significa “vedere”, il suo nome dunque significherebbe “colei che vede” o “annunciatrice”. La saga nella lingua norrena, come nella nostra, significa storia, racconto, e nel moderno tedesco e inglese, leggenda o mito. La saga è più di una semplice storia: la leggenda, la narrativa e la poesia si fondono con la realtà, con fatti effettivamente accaduti. La saga racchiude dentro di sé la storia di un popolo, creando un legame tra antenati e generazioni presenti e future. La Dea Sága, così come altre Dee in altre tradizioni o pantheon, può essere vista come una personificazione di storie e leggende. 


Saga raccoglie canzoni, poesie, e tutto ciò che può essere imparato e ricordato a memoria, è legata alle gesta del passato, al bere rituale, alla narrazione. La si può immaginare con una donna con ricchi gioielli, maestosa, con in mano una pergamena o una brocca, un calice colmo di vino da condividere, la sua casa si trova in riva al mare, si affaccia sugli scogli con una grossa terrazza. La Dea è in buoni rapporti con le Norne, anche se è più interessata al passato che al presente o al futuro. Saga è una protettrice delle donne, misteriosa e indipendente, una guida nell'arte della divinazione e per chi ha particolari capacità psichiche, ma è vicina anche agli scrittori, ai bibliotecari, ai ricercatori e agli amanti dei libri in generale. Può essere in qualche modo considerata l'archivista del sapere degli Dei, può essere vista come un mecenate, un mentore o una musa, un contattato come fonte di ispirazione e saggezza. Sága è legata all'acqua, alle coppe, ai pesci, quindi alla femminilità e alla gentilezza. Viene rappresentata con classici abiti vichinghi, una lunga treccia di capelli biondi e in mano una pergamena o una brocca, un calice colmo di vino da condividere con chi lo riterrà opportuno, cordialmente. La si può associale al colore verde, al blu, al grigio e al bianco, alle conchiglie e alle pietre levigate dall'acqua, ai corni per bere e alle coppe in genere. Troverete maggiori approfondimenti sul blog di Skayler.


⌘ Si può dedicare a Saga il proprio diario personale, poesie, racconti o canzoni. Può essere invocata in caso vi sia bisogno di entrare in contatto con il proprio lignaggio famigliare, i propri antenati, per ricostruire la propria storia, così come se si è in cerca di ispirazione artistica letteraria. Per un altare dedicato a Saga potete usare gli elementi e i colori del mare, qualche decorazione dorata e oggetti che siano legati al passato personale, agli antenati e alla famiglia, un oggetto che potrebbe essere di poco valore a livello economico ma legato a una storia particolarmente significativa. Vino, birra e idromele sono ottime offerte, ma si dice che apprezzi anche il porridge, la carne e le noci.

Magia dei nodi per legare i libri. Quelli di noi che studiano le vie antiche di solito amano i libri, talvolta questa passione ci porta a condividere i libri con i nostri amici e, a volte, abbiamo il timore di non rivederli. Questo semplice incantesimo permette di legare un libro al suo proprietario, tramite la magia dei nodi: prima di prestare il tomo, tenetelo tra le mani e trasmettetegli la vostra energia personale:

Per il vento e per il colle,
per la fiamma e il ruscello,
per la luce che splende:
io pongo un legame
perché a me torni
questo libro.

Avvolgete attorno al testo un cordino bianco lungo 30 centimetri, assicurandolo con un nodo, ripetendo la formula precedente. Lasciate abbastanza spazio per poter sfilare il cordino senza disfare il nodo. Fate scivolare lo spago annodato e riponetelo in un luogo sicuro, potrete sciogliere il nodo o tagliare lo spago una volta che il libro verrà restituito. 

Incantesimo per stimolare la creatività. Quello che vi occorre è uno strumento musicale, piccolo, pratico e maneggevole, come un flauto, un’armonica, un sonaglio o un tamburello. Prendete confidenza con lo strumento e imparate a conoscerlo. Il giorno del rituale accendete una candela gialla e pronunciate le seguenti parole:

Magica musica,
accoglimi.
Magica musica,
illuminami.
Magica musica,
risveglia la musa in me.
Magica musica
Vieni da me.
Magica musica,
aprimi al mistero
della creatività.
O mente mistica,
risvegliati!
Magica musica,
liberami.

Visualizzatevi mentre componete una melodia, scrivete una poesia, dipingete un quadro o date sfogo alla vostra creatività. Suonate lo strumento per qualche secondo, lasciate confluire l’energia della musica. A questo punto posate lo strumento e applicatevi al vostro lavoro, se la vostra mente comincia a bloccarsi, suonate lo strumento per qualche secondo e tornate al vostro lavoro. Quando avrete finito, per quel momento, spegnete la fiamma della candela e riponetela assieme allo strumento fino alla prossima volta in cui porterete avanti la vostra opera.

⌘ La luna piena di settembre è la luna della Vendemmia, dell’Ultimo Raccolto. È il plenilunio che saluta la stagione più calda e accoglie le giornate che si fanno più fresche e si accorciano, la Terra ha donato i suoi frutti più gustosi e si prepara al meritato riposo. Gli animali iniziano a prepararsi all'inverno raccogliendo provviste, altri si preparano a migrare verso zone più calde. In questo periodo possiamo dedicarci a noi stessi, riflettere sui frutti raccolti nei mesi precedenti, provare gratitudine per i doni che ci circondano, conservando le cose migliori ed estirpando le erbacce, concentrarci sui nuovi inizi. L’altare può essere arricchito con alcuni simboli della stagione come uva, fichi, ghiande, pigne, foglie secche, nocciole.

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